Chi siamo

L'Associazione Organistica “Giovanni Maria Trabaci” nasce a Napoli nel 2006 per volontà di Mauro Castaldo. Lo scopo dell’associazione è la diffusione della musica organistica e dell’organo ad ogni livello sociale, promuovendo altresì la valorizzazione e la fruibilità del grande patrimonio organario presente a Napoli ed in Campania che è di grande rilevanza storica, culturale e musicale. L’Associazione Trabaci intende lavorare per porre Napoli e la Campania all’avanguardia in Italia e sullo stesso piano delle altre grandi città europee, soprattutto in riferimento all’evoluzione avvenuta negli ultimi tempi nella considerazione degli strumenti musicali come parte integrante del patrimonio storico-artistico. L’Associazione Organistica in collaborazione con Soprintendenze, Conservatori di Musica, Università, vuole sollecitare tutte le istituzioni responsabili a collaborare al fine di giungere al restauro ed alla fruibilità degli antichi strumenti e nello specifico fruibilità vuol dire poterli suonare. Il restauro e la fruizione di questo grande patrimonio metterebbe Napoli e la Campania alla pari delle grandi città e regioni italiane ed europee nell’offerta musicale di eccellenza, favorendo altresì un turismo musicale di qualità ed incentivando anche l’occupazione nelle sue differenti necessità. Questa Associazione propone una serie di iniziative atte a risvegliare questa passione per l’organo attraverso convegni, seminari, pubblicazioni, lezioni, concerti. La rassegna musicale permanente “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’Organo” intende promuovere l’ascolto del vasto repertorio organistico attraverso un percorso storico, che valorizzi la grande tradizione organistica dell’Italia Meridionale dal Rinascimento ai contemporanei, con compositori che hanno avuto un ruolo importante nella cultura musicale europea. Giovanni Maria Trabaci, Rocco Rodio, Giovanni de Macque, Antonio Valente, Ascanio Majone ed il sannita Giovanni Salvatore hanno costituito nel 600 una vera e propria scuola della musica da tasto che ha posto Napoli tra le capitali della musica organistica.

Nel 2007 l’Associazione ha realizzato due importanti convegni di studi e la prima edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’Organo” in alcune delle più belle e storiche Chiese di Napoli. Il primo convegno, svoltosi nella “Sala Maria Cristina” del Real Monastero di Santa Chiara di Napoli, (con il Patrocinio del Ministero dell’Interno e della Regione Campania) ha affrontato la Storia, Restauro e Conservazione degli organi delle Chiese di Napoli. Il secondo convegno, presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, ha messo in luce la storia degli antichi organi della Cattedrale di Napoli (con il patrocinio della Regione Campania, Provincia di Napoli e Conservatorio di Musica di Benevento). Come relatori sono intervenuti autorevoli esponenti della Diocesi di Napoli: Monsignor Vincenzo De Gregorio (Direttore del Conservatorio “San Pietro a Majella”), Monsignor Salvatore Esposito, Padre Eduardo Parlato rispettivamente Organista Titolare e Maestro della Cappella Musicale del Duomo di Napoli, Vicario Episcopale per il Culto Divino, Direttore dell’Ufficio dei Beni Culturali. La dott.ssa Laura Giusti in rappresentanza della Soprintendenza B.A.P.- P.S.A.E. di Napoli ed i Professori Giuseppe Cilento Facoltà di Architettura dell’Università Federico II, Marco Corcione della Seconda Università degli Studi di Napoli, Livio De Luca docente del Laboratorio di catalogazione e restauro degli strumenti musicali antichi presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. La prima edizione della rassegna intitolata “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo” con il patrocinio della Regione Campania, e Conservatorio di Musica di Benevento  ha avuto luogo presso la Basilica di Santa Chiara, la Chiesa di Santa Caterina a Chiaia, la Chiesa dell’Immacolata al Vomero e la Chiesa di San Pasquale a Chiaia con organisti affermati e giovani esordienti, ha ottenuto gradimento da pubblico e critica, ed è stata oggetto dell’attenzione delle TV nazionali e locali. Nel 2008 le iniziative sono state molteplici ed hanno sviluppato un vero e proprio percorso di scoperta della ricchezza di organi di cui è custode la regione campana. È stata la seconda rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’Organo” con il patrocinio della Regione Campania e Conservatorio di Musica di Benevento ha stabilire un rapporto non più occasionale ma continuativo con il pubblico di appassionati. Infatti le chiese coinvolte sono aumentate ed hanno rappresentato una novità nel panorama concertistico di Napoli che possiede il maggior numero di strumenti di tutta la regione. Hanno partecipato cori, solisti, strumentisti, ensemble ed organisti affermati italiani e stranieri nonché giovani esordienti. Sede principale dei concerti è stata la Chiesa dell’Immacolata al Vomero (che possiede uno strumento di grande rilevanza), ma non sono mancati concerti nel cuore storico di Napoli come la Chiesa Rinascimentale di Santa Caterina a Formiello che possiede uno strumento perfettamente funzionante del 1718. Ed ancora, nella storica Basilica di San Domenico Maggiore dove è stata proposta l’antica pratica dell’alternatim (ossia alternanza di coro a cappella e organo come avveniva nel cinquecento). Nella Basilica di Santa Chiara alla presenza di circa 600 persone è stato proposto di J.S. Bach l’Orgelbüchlein (Piccolo libro d’organo, i preludi ai corali di tutto l’anno liturgico) un evento mai organizzato da una associazione musicale che ha coinvolto ben quattro giovani organisti campani.

Dal 2009 ad oggi i concerti sono circa 20 all’anno per una media costante di due al mese ed un pubblico in continuo aumento, quasi tutte le chiese napoletane provviste di organi funzionanti sono coinvolte. Alla rassegna napoletana si aggiungono il “Festival Organistico del Sannio Giovanni Salvatore”, un evento mai programmato in precedenza che ha visto la partecipazione di giovani organisti sanniti che hanno suonato antichi strumenti in luoghi e chiese mai stati oggetto dell’attenzione di iniziative organistiche. Faicchio, Chiesa Santa Maria Assunta. Frasso Telesino, Chiesa Madonna di Campanile. Montesarchio, Chiesa SS. Annunziata. Civitella Licinio, Chiesa di S. Bartolomeo. Cerreto Sannita, Cattedrale. Tutte chiese dotate di antichi strumenti di grande pregio storico.“La settimana della musica per organo dell’Isola d’Ischia” con il Patrocinio dei Comuni di Barano, Ischia e Forio, è stata la terza rassegna organistica organizzata dall’associazione nel 2008 in quei luoghi campani nuovi alle iniziative organistiche. Il percorso si è sviluppato intorno alla  musica sacra tra Italia ed Europa sugli antichi organi dell’Isola d’Ischia con la presentazione degli antichi strumenti e delle chiese a cura della Dott.ssa Emilia Mastandrea esperta di strumenti antichi. Chiesa di S. Domenico (Ischia). Chiesa S. Maria di Portosalvo (Ischia). Chiesa S. Maria Visitapoveri (Forio). L’associazione ha provveduto a stampare programmi  e locandine oltre che in italiano anche in tedesco, iniziativa che ha riscosso enorme gradimento tra i turisti tedeschi. Infine la prima edizione dei “Vespri d’Organo in Costiera”  nelle splendide ed antiche chiese della penisola sorrentina che vanta strumenti di grande pregio, le manifestazioni organistiche hanno suscitato interesse e coinvolto un gran numero di turisti che con piacere hanno partecipato agli eventi. Alle quattro rassegne organistiche si sono aggiunte le attività culturali dell’associazione. Il seminario di giornalismo e comunicazione musicale che ha avuto come coordinatore il giornalista e noto critico musicale Stefano Valanzuolo, si è svolto il 21 e 22 novembre 2008 presso la sala conferenze del complesso conventuale di Santa Caterina a Chiaia di Napoli. Il seminario primo nel suo genere a Napoli ha visto la partecipazione di studenti delle università  e dei conservatori di musica campani. Sono stati ospiti del seminario i più importanti e significativi rappresentanti del mondo del giornalismo e della comunicazione musicale della Campania. Il giorno 22 novembre dedicato a S. Cecilia patrona della musica ha avuto luogo nella splendida cornice di Santa Caterina a Chiaia il primo “Concorso Corale di Napoli”. Hanno partecipato tre cori di tre diverse provincie (Napoli, Benevento e Caserta) per un numero complessivo di 70 cantori.

Infine l’iniziativa a cui l’Associazione Organistica Trabaci attribuisce un particolare significato di divulgazione, denuncia e proposta: “La Mostra Fotografica degli Antichi Organi delle Chiese di Napoli”. La mostra si è svolta dal 19 al 29 Novembre presso la Chiesa di San Severo al Pendino in Via Duomo a Napoli, chiesa concessa per l’occasione dal Comune di Napoli. Durante la permanenza della mostra sempre per iniziativa dell’associazione  ogni giorno alle ore 18,00 si sono alternati cori a cappella con repertorio gregoriano e polifonico per rendere maggiormente interessante il percorso fotografico. La mostra fotografica ha rappresentato un’occasione unica in cui è stato possibile vedere una parte della città di Napoli segreta e ricca di suggestioni. Dall’organo progettato da Luigi Vanvitelli agli strumenti costruiti dagli organari reali, ricchi di decorazioni e  dipinti  posti sulle mostre esterne. Una testimonianza di un artigianato napoletano, purtroppo scomparso, che ha lasciato un patrimonio artistico tra i più preziosi al mondo. Il percorso fotografico si arricchisce anche di immagini di organi restaurati e altri strumenti che versano in uno stato di completo abbandono; molti di essi sono stati fotografati in Chiese storiche purtroppo chiuse e Cappelle di palazzi gentilizi non aperti al pubblico. Una iniziativa che pone Napoli all’attenzione delle riviste specializzate ed appetibile al turismo musicale, come in tutte le grandi città italiane ed europee. Nel 2013 l’Associazione Trabaci  ha stabilito un gemellaggio permanente con l'Internationales Stuttgarter Orgelfestival di Stoccarda Germania, grazie a questa  collaborazione l’Associazione Trabaci ha riproposto  la mostra fotografica degli antichi organi delle Chiese di Napoli e scambi culturali e musicali.

Hanno scritto dell’Associazione Trabaci: “Il Mattino” “Roma” “Il Corriere del Mezzogiorno” “Repubblica” “Nuova Stagione” “Amadeus” “Critica Classica” “Il Sannio Quotidiano” “Chiaia Magazine” nonché molte riviste siti e testate che hanno ampiamente parlato è documentato le attività dell’Associazione Trabaci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 















Organigramma

Presidente onorario
Mons. Vincenzo De Gregorio
Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra
Organista titolare e maestro di cappella del Duomo di Napoli

Presidente e Direttore artistico
Prof. Mauro Castaldo
Titolare della Cattedra di Organo e Composizione Organistica
presso il Conservatorio di Musica "Nicola Sala" di Benevento

Comitato Scientifico

Prof.ssa Anna Robilotta
Titolare emerito della Cattedra di Organo e Composizione Organistica
presso il  Conservatorio di Musica "S. Pietro a Majella di Napoli"

Prof. Enrico Viccardi
Titolare della cattedra di Organo e Composizione Organistica
presso Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Como

Prof. Giovanni Togni
Titolare della cattedra di Clavicembalo presso il Conservatorio
di Musica "G. Verdi" di Como

 
Prof.ssa Rosa Montano
mezzosoprano, docente al Conservatorio di Musica
"Nicola Sala" di Benevento

Dott. Stefano Valanzuolo
Critico musicale del quotidiano Il Mattino

Comitato d'onore

S. E. Mons. Michele De Rosa
Vescovo di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti
 
Contessa Maria Rosaria Gardini Prosdocimo

Padre Leonardo Mollica OFM CONV.

Parroco della Chiesa dell’Immacolata al Vomero - Napoli
Promotore della costruzione dell'organo Vincenzo Mascioni di Cuvio - Varese 1984, opus 1072
 
Dott. Achille Mottola
Commissario del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli
 
Prof. Avv. Marco Corcione
Docente di Storia del Diritto Italiano, 
Facoltà di Giurisprudenza
Seconda Università degli Studi di Napoli

Dott. Salvatore Ruocco
Dirigente medico emerito di primo livello dell'ospedale Cardarelli
Presidente LIONS Club Afragola Castello Angioino

Parlano di noi


Giovanni Maria Trabaci

Figura centrale della cultura e arte musicale napoletana nato a Montepeloso (oggi Irsina, Matera) nel 1575 c. da Antonio e Ippolita Galluccio, morto a Napoli il 31 dicembre del 1647 nel Monastero della Trinità degli Spagnoli, dove aveva trovato rifugio al tempo di Masaniello. Il 1 dicembre 1594 è a Napoli come cantore alla SS. Annunziata e organista all’Oratorio dei PP. Filippini detti Girolamini. Grande influenza sulla sua formazione, oltre al Rodio e al Valente, l’ebbe Giovanni de Macque di cui fu allievo.A divulgare e consolidare la fama del Trabaci molto conferirono i Padri oratoriani di Napoli. Della raccolta di Mottetti del Trabaci apparsa in Napoli nel 1602 i Filippini dovettero assumersi la spesa, rivolgendosi al Carlino che era il loro stampatore abituale. Ma che il Trabaci appartenga in spirito all’ambiente musicale napoletano risulta dal suo curriculum vitae. Il Trabaci fu incaricato di collaudare l’organo acquistato dai Filippini nel 1597, al Trabaci rimasero sempre legati i Padri dell’Oratorio anche quando egli entrò al servizio della Cappella Reale di Napoli nel 1601. Nel 1614, essendo morto il Maestro di Cappella Giovanni de Macque, il Conte di Lemos prescelse lui a succedergli dopo una serie di musicisti stranieri. Dalla metà del 500 sino alla nomina del Trabaci si erano succeduti come responsabili della Reale Cappella di Napoli Diego Ortiz dal 1555 al 1570 chiamato a Napoli dal Duca d’Alba, poi vi fu Francisco Martinez di Loscos tra il 1570 ed il 1583, in seguito il borgognone Bartolomeo Le Roy tra il 1583 ed il 1598, ed ancora il Fiammingo Giovanni de Macque dal 1599 al 1614. Organista dal 30 ottobre 1601 e Maestro della Real Cappella del Palazzo Reale di Napoli dal 1 novembre 1614 fino alla morte, e contemporaneamente anche organista all’Oratorio dei Filippini dal 1625 al 1630. Trabaci fu anche organista della famiglia gentilizia di Ottavio di Capua del Balzo, di cui vi è traccia in alcune sue opere del 1606 e 1611. L’Oratorio dei Filippini conserva opere del Trabaci che possono considerarsi esaurienti per la conoscenza del musicista. La raccolta più notevole è quella comprendente i Mottetti dedicati alla Vergine (Carlino Napoli 1602).

Altre pubblicazioni del Trabaci conservate presso i Filippini sono i Salmi vespertini a quattro voci; la Passione secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Trabaci ha lasciato un’opera vasta nei vari campi della produzione vocale e strumentale. La sua attività di organista nella Cappella Reale si riflette nelle sue composizioni per organo apparse a Napoli, per Costantino Vitale, nel 1603 (Ricercate, Capricci, Cantifermi, Gagliarde, Partite diverse, Toccate, Durezze, Ligature, Consonanze stravaganti et un Madrigale passeggiato nel fine) e per Gio. Giacomo Carlino nel 1615 “Il Secondo libro de Ricercate, e altri vari Capricci. Con Cento Versi sopra li Otto finali Ecclesiastici”. Nei due volumi confluiscono tutte le forme dell’epoca. I ricercari sono politematici, costruiti su due o più temi, elaborati contemporaneamente. La scrittura contrappuntistica ha già scioltezza strumentale con tutti gli artifici propri dell’arte: moti contrari, inganni, dove quest’ultimo termine indica le variazioni ritmiche cui è sottoposto un determinato tema. Nelle canzoni, il Trabaci adotta nelle diverse sezioni il principio della variazione tematica, precorrendo il Frescobaldi, con il ritorno talvolta nell’ultima sezione del tema apparso nella prima. Anche nelle toccate, lontane ormai dalla solennità di quelle veneziane, il Trabaci anticipa la grande arte frescobaldiana, accostando tra loro sezioni contrastanti. Con Giovanni Maria Trabaci l’arte organistica napoletana raggiunge traguardi di altissimo valore musicale.